Dal Corriere della Sera del 22 aprile 2022 La fiducia non può stancarsi di Beppe Servegnini La guerra in Ucraina sta per compiere due mesi e — al di là di ogni giudizio morale, politico, militare, strategico, storico — si è rivelata stupefacente. Pochissimi italiani avevano sentito, in vita loro, la guerra così vicina, avevano provato il timore che il conflitto si allargasse e si avvicinasse ancora. Chi possiede questi ricordi è prossimo ai novant’anni, o li ha superati. Tutti gli altri la guerra l’hanno letta nei libri e sui giornali, l’hanno vista al cinema e in televisione. L’invasione dell’Ucraina ha qualcosa di vecchio e terribile: vecchie armi, vecchi propositi, vecchie rivendicazioni, vecchio totalitarismo, vecchie censure. Solo le morti e le sofferenze sono nuove, e ne abbiamo viste tante, troppe. Questa guerra — lo hanno notato tutti — è a portata di satellite, di drone e di smartphone. La resistenza degli ucraini merita di essere ricordata nel nostro 25 aprile: anche stavolta...